Bayram - Il tempo della cosmopolitica

QUANDO

SABATO 10.10.2026

Letture, dialoghi, viaggi nel futuro

ORE

10:00 - 21:00

80 ospiti, 3 sale, 22 ore di interventi

DOVE

MAXXI - ROMA

Museo nazionale delle arti del XXI secolo

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IL TEMPO DELLA COSMOPOLITICA

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Un pianeta sconosciuto, una navicella spaziale, una galassia lontana, un buco bianco, una festa.

80

Ospiti

di cui il 65% under 42

7

Presentazioni di libri

Leggere il futuro

5

Dialoghi

Idee sul futuro

4

Sessioni tematiche

Viaggi nel futuro

1

Grande intervista

Spazio, tempo, cielo

1

Festa

Dal cosmo al caos

80

Ospiti

di cui il 65% under 42

7

Presentazioni di libri

Leggere il futuro

5

Dialoghi

Idee sul futuro

4

Sessioni tematiche

Viaggi nel futuro

1

Grande intervista

Spazio, tempo, cielo

1

Festa

Dal cosmo al caos

80 OSPITI - 80% under 40 e 20% over 40

Un nucleo di donne e di uomini che hanno indagato nelle viscere del futuro o almeno stanno provando a esplorarlo

20 ORE DI INTERVENTI

Più l'umanità entra in una dimensione di sistemi complessi, più gli uomini e le donne organizzano l’avvenire dell’intelligenza. È il principio della noosfera.

UNA PIATTAFORMA E UNA SFIDA GENERAZIONALE

UNA DOMANDA, RISUONA MARTELLANTE, DALLE PROFONDITÀ DEL COSMO

Come sarebbe il mondo
se le cose andassero diversamente?

In ogni caos
c'è un cosmo,
in ogni disordine
un ordine segreto

CARL GUSTAV JUNG 

PRE-REGISTRATI A BAYRAM PER SCOPRIRE LE COORDINATE

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

– Anteprima del programma e prelazione sulla prenotazione gratuita dei biglietti (72 ore prima del rilascio al pubblico)Gli incontri saranno accessibili solo fino a esaurimento posti. La pre-registrazione ti permette di riservare il posto.

 

– Accesso ai “Martedì di Dissipatio” (3 posti a estrazione)Incontri riservati e a porte chiuse. Un martedì ogni tre settimane, per un anno, nel cuore e nel sottosuolo di Roma, con ospiti e relatori selezionati.

 

    NOT F.A.Q.

    La parola Bayram, di origine turca, significa "festa" o "celebrazione". È un nome tradizionale molto usato nei paesi turchi e in quelli vicini, che richiama il significato di una celebrazione particolare, laica e religiosa. Ma soprattutto si colloca alla radice etimologica della parola italiana “bailamme” che come recita la Treccani indica “confusione e grida di gente che va e viene, baraonda”.

     

    Mentre, se nella concezione degli antichi greci (kosmos) significava, congiuntamente, “ordine”, e “mondo, universo”. Questo duplice significato esprimeva in modo chiaro l’idea che l’intero universo, ivi compresa la Terra, fosse un tutto armonico e ordinato, contrapposto al disordine del caos. Nella mitologia greca, infatti il Caos è la personificazione dello stato primordiale di vuoto, buio, anteriore alla creazione. Per Platone esso è il luogo primigenio della materia informe e rozza a cui attinge il Demiurgo per la formazione del mondo ordinato, il Cosmo, appunto.

     

    A prima impressione assomiglia al nome di un pianeta inesplorato, di una navicella spaziale, di una galassia lontana, di un buco bianco. In realtà Bayram vuole essere una piattaforma di dialogo, ascolto e confronto che metta insieme le più brillanti menti della sua generazione, e allo stesso tempo il luogo in cui avviene il "passaggio generazionale" delle idee. 

     

    Gli obiettivi sono molteplici pertanto quello principale è quello di creare un presidio collettivo di crescita personale; un laboratorio di idee visionarie e di condivisione di esperienze umane; un luogo in cui tutti possano diventare protagonisti nell’elaborazione dei contenuti con proposte, contributi e idee.

    Non parliamo solo di un Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, bensì di un vero e proprio polo a trecentosessanta gradi, con aree espositive, sale per conferenze, bar, biblioteca, ma anche uno spazio all’aperto dove si può svolgere qualsiasi genere di iniziativa. Tutto questo in una cornice architettonica avvenirista disegnata da Zaha Hadid, in un quartiere romano, il Flaminio, che dallo stadio all’Auditorium fino al Ponte della Musica, assume anno dopo anno la sua identità urbana.

     

    Luogo ideale per le avanguardie artistiche, tavolo di pacificazione culturale, ma soprattutto piattaforma interdisciplinare per far dialogare le nuove intelligenze del nostro Paese. Il Maxxi è l’iperluogo per eccellenza per rispondere alle domande esistenziali, interstellari e urgenti del nostro tempo. 

     

    “Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi e nuove astronavi per viaggi interstellari” cantava Franco Battiato. E in effetti il Maxxi, oltre a diventare un rifugio, a un’astronave ci assomiglia anche.

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