IL TEMPO DELLA COSMOPOLITICA
Per mesi abbiamo raccontato in giro di Bayram, a bassa voce, poco a poco abbiamo iniziato a crederci. Ci siamo interrogati sul senso dell’ucronia, un gioco volto a creare dei mondi paralleli.
Cosi abbiamo intravisto una sorta di futuro in bianco e nero, un deserto antico da attraversare che però assomiglia a un pianeta ancora sconosciuto. .
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Da queste allucinazioni abbiamo sognato un viaggio interstellare nel passato del futuro, a bordo di una sonda spaziale lanciata nello spirito del tempo.
Una guida (e un riassunto) della prima edizione di Bayram che raccoglie la storia, le immagini, i numeri e la rassegna stampa in vista della seconda nel 2026.
72
Ospiti
di cui il 65% under 42
3
Formati diversi
Monologhi, dibattiti, presentazioni
20
Ore di interventi
Divisi su 3 sale
1.500
Visitatori unici
di cui l’80% under 42
2.260
Partecipanti ai panel
6 ore di permanenza media
730k
Reach complessiva
attraverso TV, stampati, digital
72
Ospiti
di cui il 65% under 42
3
Aree tematiche
Monologhi, dibattiti, presentazioni
20
Ore di interventi
Divisi su 3 sale
1.500
Visitatori unici
di cui l’80% under 42
2.260
Partecipanti ai panel
6 ore di permanenza media
730k
Reach complessiva
attraverso TV, stampati, digital
PARLANO DI NOI
VIAGGI NEL FUTURO
AUDITORIUM
MONOLOGHI SUL PALCO
DIALOGHI SUL FUTURO
SALA CARLO SCARPA
DIBATTITI TEMATICI
LEGGERE IL FUTURO
SALA G.L. BUONTEMPO
PRESENTAZIONI DI LIBRI
80 OSPITI - 62% under 42 e 38% over 42
Una galassia di donne e di uomini che hanno visto il futuro o almeno stanno provando ad immaginarlo
20 ORE DI INTERVENTI
Più l'umanità entra in una dimensione di sistemi complessi, più gli uomini e le donne organizzano l’avvenire dell’intelligenza. È il principio della noosfera.
Ricevi le coordinate.
NOT F.A.Q.
La parola Bayram, di origine turca, significa "festa" o "celebrazione". È un nome tradizionale molto usato nei paesi turchi e in quelli vicini, che richiama il significato di una celebrazione particolare, laica e religiosa. Ma soprattutto si colloca alla radice etimologica della parola italiana “bailamme” che come recita la Treccani indica “confusione e grida di gente che va e viene, baraonda”.
Mentre, se nella concezione degli antichi greci (kosmos) significava, congiuntamente, “ordine”, e “mondo, universo”. Questo duplice significato esprimeva in modo chiaro l’idea che l’intero universo, ivi compresa la Terra, fosse un tutto armonico e ordinato, contrapposto al disordine del caos. Nella mitologia greca, infatti il Caos è la personificazione dello stato primordiale di vuoto, buio, anteriore alla creazione. Per Platone esso è il luogo primigenio della materia informe e rozza a cui attinge il Demiurgo per la formazione del mondo ordinato, il Cosmo, appunto.
A prima impressione assomiglia al nome di un pianeta inesplorato, di una navicella spaziale, di una galassia lontana, di un buco bianco. In realtà Bayram vuole essere una piattaforma di dialogo, ascolto e confronto che metta insieme le più brillanti menti della sua generazione, e allo stesso tempo il luogo in cui avviene il "passaggio generazionale" delle idee.
Gli obiettivi sono molteplici pertanto quello principale è quello di creare un presidio collettivo di crescita personale; un laboratorio di idee visionarie e di condivisione di esperienze umane; un luogo in cui tutti possano diventare protagonisti nell’elaborazione dei contenuti con proposte, contributi e idee.
Non parliamo solo di un Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, bensì di un vero e proprio polo a trecentosessanta gradi, con aree espositive, sale per conferenze, bar, biblioteca, ma anche uno spazio all’aperto dove si può svolgere qualsiasi genere di iniziativa. Tutto questo in una cornice architettonica avvenirista disegnata da Zaha Hadid, in un quartiere romano, il Flaminio, che dallo stadio all’Auditorium fino al Ponte della Musica, assume anno dopo anno la sua identità urbana.
Luogo ideale per le avanguardie artistiche, tavolo di pacificazione culturale, ma soprattutto piattaforma interdisciplinare per far dialogare le nuove intelligenze del nostro Paese. Il Maxxi è l’iperluogo per eccellenza per rispondere alle domande esistenziali, interstellari e urgenti del nostro tempo.
“Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi e nuove astronavi per viaggi interstellari” cantava Franco Battiato. E in effetti il Maxxi, oltre a diventare un rifugio, a un’astronave ci assomiglia anche.